LEXICON DEVIL – La breve vita e la rabbia senza tempo di Darby Crash e dei GERMS di Brendan Mullen

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Nessun gruppo come i Germs ha mai meritato di essere davvero definito «maledetto». E nessun libro come Lexicon Devil è mai stato scritto per fare spazio alla storia di una band che non si è limitata a solcare le torbide acque del primo punk californiano né, come ci si potrebbe aspettare da un gruppo qualsiasi, a salire su un palco imbracciando basso, chitarra e batteria. Per queste ragioni parlare dei Germs equivale ad addentrarsi in una regione sconosciuta, un luogo dove convivono sessualità e manipolazione mentale, sarcasmo micidiale e droghe di ogni tipo, culti sconosciuti e inquietanti allucinazioni. Pagina dopo pagina, insieme a un massiccio – e inedito! – apparato fotografico, la vita breve ma intensa dei Germs torna a urlare le sue ragioni insieme a surfisti, senza tetto, ladri matricolati, skinhead, ninfette, artisti degli underground più sotterranei che si possa immaginare e ragazzini masochisti folgorati dalla luce del punk. Questa era la Los Angels perduta della fine degli anni Settanta e questo era il mondo misconosciuto di Darby Crash e dei Germs, in Lexicon Devil messo nero su bianco da tre coautori d’eccezione: Brendan Mullen, già fondatore del The Masque, il malsano tempio del punk rock losangelino, Don Bolles, indimenticabile batterista dei Germs (e dei Vox Pop, 45 Grave e Celebrity Skin) e, last but not least, Adam Parfrey, i cui libri dedicati alle culture estreme hanno valso all’autore il titolo di «sociologo dell’apocalisse»

«UN LIBRO INCREDIBILE, FANTASTICO. NON RIESCO A CREDERE SIA COSÌ BELLO» – PAT SMEAR (NIRVANA, FOO FIGHTERS)

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